Ferro da stiro: quale scegliere?

Stirare i propri panni è sicuramente una delle faccende domestiche più detestate. Molti sono coloro che mostrano aperto fastidio di fronte all’eventualità, anche se non manca chi invece ama approfittare di questi momenti per cercare un minimo di relax che invece è impossibile ottenere nelle operazioni di pulizia.
Entrambe la categorie sanno però che per poter svolgere al meglio queste operazioni è necessario il concorso di un buon ferro da stiro in grado di assicurare buone prestazioni e uno sforzo minore.
Le case che costruiscono questi dispositivi, nel corso degli ultimi anni sono riuscite a presentare alla propria clientela ferri da stiro sempre più performanti. La grande varietà della proposta attualmente presente sul mercato obbliga però i consumatori a porsi una precisa domanda: come scegliere il prodotto ideale?

Alcune cose da sapere

Quando si deve optare per un ferro da stiro piuttosto che per un altro, occorre senz’altro partire da una disamina delle proprie esigenze. Ad esempio, chi è chiamato solitamente a stirare molti capi e non vuole impiegare troppo tempo, dovrebbe senz’altro adottare un dispositivo dotato di caldaia, in modo da non doversi fermare più volte a causa dell’esaurimento del liquido.
Una volta precisata questa questione preliminare, si può andare a vedere quali siano i fattori da esaminare, sia in un caso che nell’altro. A partire dal vapore, destinato ad influenzare la velocità e l’efficacia nell’appianare le pieghe. In tal senso, i criteri da valutare sono l’erogazione continua, che dovrebbe tradursi in un minimo di 30 grammi al minuto, sotto il quale il ferro potrebbe avere qualche difficoltà a lavorare in maniera fluida, il supervapore, ovvero la possibilità di alzare il livello del getto ad esempio sino a 200 grammi al minuto, un valore considerato ottimale, e il vapore verticale grazie al quale è possibile vaporizzare capi solitamente difficili da lavorare, ad esempio i tendaggi.
Per quanto riguarda l’acqua, occorre invece considerare tre fattori:

  1. la capienza del serbatoio, da cui dipende l’autonomia del ferro;
  2. la funzione anti-calcare, che lo preserva da danneggiamenti;
  3. la funzione anti-gocciolamento, utile soprattutto a basse temperature, ovvero quando l’acqua ha difficoltà a trasformarsi in vapore.

Un altro fattore molto importante è la potenza, che elevandosi riesce a tradursi in prestazioni migliori. Di solito un ferro con un assorbimento di 2000 W può essere considerato piuttosto potente e veloce nello scaldarsi, aiutando anche a contenere i consumi, soprattutto ove siano presenti anche la funzione Eco e l’autospegnimento.
Infine la piastra, che deve avere una forma adeguata alle esigenze di partenza: larga con punta corta può stirare velocemente capi semplici come magliette o jeans, mentre una punta allungata e sottile rivela maggiore precisione su abiti ricchi di bottoni, come le camicie, o su parti ostiche come colletti e polsini.
Anche i fori devono esser oggetto di attento esame: una distribuzione omogenea di fori consente maggiore scorrevolezza, mentre la concentrazione della fuoriuscita del vapore sulla punta garantisce una maggiore precisione negli spazi stretti.
Ricordiamo infine che per approfondire le varie tematiche legate al ferro da stiro si può consultare questo sito, una vera e propria antologia in cui è possibile reperire informazioni di carattere tecnico che possono aiutare non poco gli utenti.

 

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